IL RESPIRO DELLA CITTA’ / BREATH OF THE CITY


quattro installazioni di sound art

IL RESPIRO DELLA CITTA’ /  BREATH OF THE CITY
a cura di Agostino Riitano
management Sergio Tassi

una produzione
Officinae Efesti
e
LUDWIG officina di linguaggi contemporanei

installazioni

Enrico De Maio_Il luogo della mente_ installazione sonora
Francesco D’Errico_Attese distanze e le distanti attese_installazione acusmatica
Massimo Scamarcio  5x4 Salerno_installazione sonora
Daniela Di Maro e Roberto Pugliese Ivy Noise_installazione sonora


Il silenzio assoluto non esiste.
Partendo da questa tesi il segmento Il respiro della città  nasce con l’intento di guidare il pubblico del Meeting della Creatività attraverso una storia sonora dalle più differenti sfaccettature.
Il respiro della Ciità sarà una occasione per assaporare il mondo della sound art, l’arte del suono, e per allenare l’orecchio ai suoni, sussurrati, sconosciuti, sorprendenti e spesso inascoltati della città di Salerno. I suoni ci circondano in continuazione, durante il nostro stato di veglia, ma anche durante il sonno, anche in una stanza completamente insonorizzata, possiamo sentire la corsa del sangue nei capillari delle nostre orecchie, il battito del nostro cuore e il suono del nostro respiro. Dal momento della nostra nascita a quello della nostra morte viviamo immersi in un flusso non stop di suoni.
Il respiro della Città vuole entrare in sintonia con il suono, forza della natura e nuovo territorio dell’arte, per creare “ambienti sonori” che stimolino a prestare più attenzione e a interagire con il mondo dei suoni, siano essi suoni naturali o il risultato dell’elaborazione di un artista o di un compositore.
Partendo da queste premesse il suono irrompe sulla scena dell'arte e nella pratica degli artisti, esplodendo in combinazioni inedite, affascinanti, spesso non previste.
Una nuova sensibilità collettiva cerca di raccogliere e di ritrasmettere le ragioni di queste sintonie e di queste dissonanze.

Il respiro della Città è dunque un’indagine sulle pratiche artistiche basate sul suono, per realizzare, in un contesto “aperto”, diverse possibilità di lettura dello spazio dettate dalla componente sonora, finalizzata ad un coinvolgimento emotivo dello spettatore. Il respiro della Città propone una nuova tipologia di esperienza artistica ed acustica, più attiva, interattiva e dotata di una natura multidisciplinare.
Le opere dei sound artists giocano ai margini di un mondo dominato da stimoli visivi scolpendo il suono, reagendo all’ambiente specifico. L’architettura sarà lo spazio di una eco sensoriale che rifletterà in molteplici sensi la magia della città di Salerno e di un evento come il Meeting della Creatività.


Enrico De Maio
“Il luogo della mente” - Istallazione sonora

basato su interfaccia “Alpha Max” (brainwave interactive interface) “Alpha Max” è un'interfaccia per la codifica della differenza del potenziale elettrico dei lobi frontali e dell'attività neuronale ad essa connessa. L'interfaccia che ho costruito è in grado di attivare il movimento di motori elettrici o, collegandolo ad un computer con un programma opportunamente realizzato, di generare suoni e/o immagini in diretta correlazione all'attività elettrica cerebrale prodotta in quel luogo e in quel momento dal fruitore dell'opera.
Il prodotto audio-visivo che da esso scaturisce è unico e irripetibile così come unica e irripetibile è la mente dell'uomo.
E' necessaria la presenza in loco dell'artista per l'ottimale fruizione dell'interfaccia durante l'intera durata dell'evento.

Born 1964 in Naples Lives and works in Naples
Solo exhibitions
2004 “Dove guarda l'occhio del pesce”, Ponticelli, Naples
1998 “Vitrum” , Trilite Gallery, Naples
1992 Trisorio Gallery, Naples
Group exhibitions
2005 “Chakra” foundation D' ARS castell'arquato, Piacenza, curated by C. Trivellin
2004 “Artfest” , Rome
2002 “Biennale del Mediterraneo”, Pietrapertosa, Salerno, Italy
2000 “Animalandia” city of San Giorgio of Cremano, Naples
2000 “Tendenze mediterranee del design a Napoli” , OPUS Gallery , Naples
1999 “Rete di Napoli”, Galleria Spazio31, Naples
1997 “Altre Alleanze”, Lingotto di Torino – Palazzo Dugentesco, Vercelli curated by
G. Perretta
1996 “Virtual Light”, curated by G. Perretta and A. Marino, Bari
1996 “Laboratorio di fine secolo”, foundation Pio Monti , Macerata, curated by G.Perretta
1996 “Percorsi “, Castel dell'Ovo , Naples curated by F. Mollica
1996 “Altremaree”, Capri curated by L. Maffei
1995 Art Basel 26, Trisorio gallery, Basel, Switzerland
1994 “Napoli ad arte, Trisorio gallery, Naples
1994 “La città invisibile”, curated by V. Trione, Mostra d'Oltremare, Naples
1993 “Sound”, Museion, Bolzano, curated by Marisa Vescovo
1991 Art Basel 22, Trisorio Gallery, Basel, Switzerland
1990 “Premio Pontano di Pittura” exhibition, art gallery of Academy of Fine Arts,Naples
1989 “Expo Arte” , Bari
1989 “Mostra Artecittà” , Maschio Angioino, Naples
1988 “Remoto Futuro”, Mostra d'Oltremare, coordinated by the lecturer
V.Silvestrini,Naples





 Francesco D’Errico Attese distanze e le distanti attese_installazione acusmatica

L’istallazione acusmatica prevede cinque linee acustiche stereo. Ciascuna di queste linee procede autonomamente e verrà avviata in piena libertà ed opportunità casuale dai fruitori dell’istallazione. Pertanto le diverse linee si intrecciano in una sorta di contrappunto che, di volta in volta, assumerà diverse forme metriche a seconda dell’opportunità di avvio scelta, più o meno consapevolmente, avviando così un semplice esercizio estetico e partecipativamente intuitivo degli avventori.
    I materiale elaborati sono campioni di diversi suoni ambientali, voce e suoni trattati di strumenti tradizionali ed elettronici. I materiali acustici sono elaborati nell’intento di creare diverse temperature emotive e di stimolare il dialogo tra sensorialià acustica e riflessione emotiva: ricordi, suggestioni, frammenti di pensiero. I materiali acustici di base utilizzati, provengono dalla natura, dalla geografia e dalla storia della città di Salerno e saranno legate al luogo scelto per l’istallazione.

Per l’istallazione acusmatica sono necessari cinque lettori cd stereo,  possibilmente equidistanti, amplificati e azionabili liberamente (e semplicemente) dal pubblico. La potenza dell’amplificazione deve essere adeguata al luogo dell’istallazione. 

Francesco D’Errico musicista, si è laureato a Napoli, sua città natale, in filosofia con tesi su Leibniz e la musica, poi un master in consulenza filosofica. Le sue guide musicali: Franco D’Andrea, Mike Longo, Enrico Renna ed Antonio De Rosa. Jazzisticamente si é formato presso i Seminari Internazionali di Siena. Ha studiato in oltre in Francia ed a New York.
D’Errico ha scritto musiche da scena, arrangiamenti e musica da camera eseguita in Italia e all’estero; tiene concerti in numerosi jazz festivals e clubs. Qui ricordiamo i festivals di Salisburgo, Biennale di Venezia, Jazz in it, Pomigliano Jazz, Prishtina jazz, Orsara Musica, Marajazz; e i clubs: La Casa del jazz di Roma, Otto jazz club e Penguin cafè di Napoli, il Lennie Tristano di Aversa, Le Caveau di Losanna, il Tonic e il Project Issue Room di New York.
    D’Errico, oltre le numerose partecipazioni e collaborazioni discografiche, ha realizzato undici album come leader: Lunaria (1989); Tartana (1992); Le Mille e una Notte (1996); Riflessi e Ideati (1997); Av. Of the Americas (2000) ,Napoletana (2000), Specchio per le Nubi (2003)  Cappuccettorosso (2003), Slow food music5 (2006), Slow food music4 (2007), The Gray Goose (2007). 
    Tra le sue collaborazioni musicali ricordiamo quelle con: Mark Ribot, Eddie Gomez, David A. Gross, Bob Moses, Don Moje, Claudio Lugo, Hartmut Geerken, Sabir Mateen, Markus Stockausen, Norma Winstone, Jim Pugliese, Ensemble Dissonanzen,  F Battiato, Ares Tavolazzi, Fabbrizio Sferra, Paolo Innarella, Bruno Tommaso, Daniele Esposito, Salvatore Tranchini, Marco Sannini, Daniele Sepe, Carlo Lomanto, Antonio Onorato, Marco De Tilla, Mario De Paola e Enzo Nini.
    Ha collaborato e collabora con artisti del mondo del teatro, della danza, della poesia e dell’arte contemporanea come: Adonis, S.Shimamoto. M.Fraterno, Luigi Castellano, M.Francia, V.Salomone, C.Di Palma, R. Carpentieri, M.Rigillo, A.Bonaiuiti, P Puppa,
All’attività artistica D’Errico affianca con passione quella didattica. Ha insegnato presso il conservatorio di Foggia nei corsi sperimentali di musicoterapia. Collabora come direttore artistico e docente con l’ISMEZ (Istituto Nazionale per lo Sviluppo Musicale del Mezzogiorno).  Dall’anno acc. 2004-5 insegna Musica Jazz (F540) presso il Conservatorio di musica “Carlo Gesualdo da Venosa” di Potenza ed  insegna presso l’ISFOM di Napoli (scuola di formazione per musicoterapisti).
Alcuni suoi scritti sono apparsi su riviste specializzate tra le quali: Analisi Musicale (Ricordi Editore), Konsequenz (Liguori Editore) e JazzIt (Luciano Vanni Editore). In seno alla facoltà di filosofia di Fisciano (Sa) ha preso parte al convegno su Leibniz nel 2004 con un intervento su Leibniz e la musica poi pubblicato.  www.francescoderrico.it



Massimo Scamarcio
5x4 Salerno – installazione sonora
I suoni di un contesto urbano sono parte integrante della realtà urbana stessa. La loro struttura, le loro progressioni, la ritmicità degli eventi coincide con il manifestarsi giornaliero, periodico, incessante del sistema urbano e dei suoi abitanti. Il significato di un suono urbano è, per sua stessa natura, intrinseco all’evento che lo caratterizza: il traffico delle automobili, le voci dei passanti in strada, il vociare del mercato, il transitare dei bus e della metropolitana. 5x4, quale installazione sonora, si propone di estrapolare tali suoni registrandoli, sottoponendo 4 abitanti di Salerno al loro ascolto, e chiedendo loro di commentarli e cercare di identificarli. Le loro sessioni, riprese con una videocamera, verranno poi riprodotte in uno spazio apposito: i visitatori dell’installazione potranno usufruire di determinate postazioni dove  1)vedere le riprese degli “ascoltatori” via schermo 2)ascoltare i suoni che loro stessi, nel video, ascoltano, attraverso degli altoparlanti 3)ascoltare i loro commenti, in aggiunta, attraverso delle cuffie a loro disposizione. Questo rende il visitatore possibile “commentatore” aggiuntivo dei suoni cittadini di salerno, cosi riprodotti all’ascolto, e gli permette di “entrare” nel personale punto di vista/commento degli “ascoltatori” in video attraverso l’uso delle cuffie, creando così un “commento nel commento”.

Massimo Scamarcio inizia la sua carriera musicale da giovane, studiando dapprima da autodidatta e poi dedicandosi alla teoria musicale con Gianni Tamburelli e Andrea Palazzo, entrambi diplomati al Guitar Institute of Technology. Durante questi anni si dedica contemporaneamente alla programmazione e all’informatica, iniziando ad esplorare un’attitudine che poi svilupperà più propriamente studiando composizione e musica elettronica, prima in proprio e poi frequentando il corso di Musica Elettronica al Conservatorio San Pietro a Majella a Napoli, con il Maestro Agostino di Scipio. Le sue influenze attuali sono, tra gli altri, Iannis Xenakis, Agostino di Scipio, Curtis Roads, Barry Truax, R.Murray Schafer, Pierre Schaeffer. Le sue attuali ricerche si focalizzano sull’impiego di sistemi generativi e di elettronica dal vivo, spesso basati su dinamiche di feedback ed ecologia acustica. Tra i suoi progetti recenti vi è la sua installazione, “5x4: Commento Sonoro Napoletano”, uno studio sulla semantica del suono urbano quando esso viene separato dal suo ambiente originale, e Syntaxis  (Sistema di Elaborazione Sonora basato su algoritmi generativi, Parte I), una investigazione sul concetto di spazio acustico. Si è laureato in Musica Elettronica nell’Ottobre del 2008 con un punteggio di 110 e lode, presentando Una Historia de Silencio (1: Interacción/Pacha Mama), composizione per moseño ed elettronica dal vivo. Attualmente é postgraduate student in Sonic Arts a Londra, e risiede a Berlino.



Daniela Di Maro e Roberto Pugliese
Ivy Noise – installazione sonora

Un'edera rampicante, dalle propagazioni sinistre, come le zampe di una mantide religiosa. Risultato visivo non è la distruzione dell'opera, ma la de-costruzione e ri-creazione in formato digitale del sound umano. Focus dell'installazione presentata da Daniela Di Maro e Roberto Pugliese, è il rapporto tra l’uomo e le nuove tecnologie, in un contesto ampio, che vede come comprimario il sistema ambientale. Ivy Noise, l'edera rumorosa che cresce grazie a un complicato quanto schematico andamento di speaker e diffusori sorretti da cavi elettrici, è frutto del concept della coppia artistica, ma ripartito secondo le diverse competenze. Se a Ddm - diplomata in arti visive e discipline dello spettacolo in Accademia - spetta l'ideazione dell'aspetto visivo, cioè la realizzazione dell'elegante ricamo nero dislocato su due pareti, è invece compito di Roberto Pugliese - diplomato in musica elettronica al Conservatorio - gestire l'apparato tecnologico. Ivy Noise sboccia da due germogli destinati a fondersi, perché su una base sonora predefinita se ne innesta un'altra, determinata da un sistema organizzato in microfoni nascosti che captano i suoni e, attraverso un software realizzato ad hoc, trasformano in tempo reale e in maniera casuale l'azione rumorosa dell'uomo. In questo essenziale ambiente iper-tecnologico, l'edera si muove come un parassita, nutrendosi delle energie, parallelamente all'installazione che vive del suono dei fruitori.  L'analisi dell'ambiguità percettiva del suono coinvolge anche Anamorphosis, video basato sulla costruzione dell'immagine attraverso il suono. Le percezione cerebrale umana dei suoni naturali o artificiali, nella loro declinazione psico-acustica, è riscontrabile nella sequenza d’immagini che, sul sound metallico del pianoforte decostruito, mostrano un accorpamento di molecole. Una simbiosi di elementi che pone come illustre riferimento gli agglutinamenti elettronici di Bianco-Valente. L'interazione col pubblico è determinante nelle produzioni del duo, come nei precendenti Audio-sphere e Audio particles pictures, dove allo stile grafico e pulito si associa l'analisi del fenomeno psico-acustico con gli elementi della natura. Un viaggio sonoro e visivo, arricchito da una traccia di ottimismo. Dove, per una volta, l'elemento artificiale non si scontra con quello naturale.




© 2006 Officinae Efesti