Per nuove città una nuova pianificazione culturale urbana

Per chi si occupa di politiche urbane, il concetto di “sistema a rete” articolato intorno a uno o più progetti attivatori di asset culturali richiama alla mente quel paradigma della pianificazione strategica legato principalmente a obiettivi di rigenerazione urbana e/o costruzione di una nuova identità per la città nel suo complesso o per parti di essa.

Si tratta di processi tradizionalmente conseguiti attraverso forme di partnership pubblico-privata gestite in modo più o meno verticistico e che, in tempi recenti, sempre più hanno coinvolto il comparto delle industrie creative.

È soprattutto nei nuovi luoghi del lavoro – spazi condivisi come co-working, community hub e fab lab – che si concentrano progettualità sperimentali e ai vantaggi delle economie di prossimità si integrano i benefici delle attività culturali, che favoriscono il cambiamento in quanto generano valori identitari e simbolici (Valeri 2017).

In sostanza, in questo ambiente in cui trovano spazio le imprese creative driven, la cultura si colloca quale componente essenziale dei processi produttivi, di cui riorienta costantemente il funzionamento attraverso la generazione di significato e di senso.

Molti processi di rigenerazione urbana in epoca contemporanea tendono, quindi, a innescarsi a partire dalla progettualità promossa da reti sociali e imprese culturali.

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