Il lungo e appassionante viaggio dell’Orchestra Multietnica Mediterranea

Un viaggio iniziato quattro anni fa, nel 2012, sulle sponde del Mediterraneo, perché il Mare Nostrum “unisce i continenti che separa“: questo il messaggio-chiave della OMM, l’Orchestra Multietnica Mediterranea che è stata recentemente grande protagonista diMusic of Integration, l’appuntamento tenutosi negli spazi del PAN – Palazzo delle Arti di Napoli organizzato e promosso dal Consolato Generale degli Stati Uniti di Napoli e dalla mostra internazionale ROCK!.

Salutata con ammirazione dal Console Generale degli Stati Uniti per l’Italia Meridionale Colombia Barrosse in occasione del concerto tenutosi nell’atrio del museo partenopeo, questa formazione è contemporaneamente un laboratorio, un progetto sociale impegnato nella sensibilizzazione all’antirazzismo, un viaggio musicale in cui il quartetto d’archi stringe la mano alle percussioni africane, agli strumenti a plettro, alla sezione ritmica del pop-rock e alle voci dell’area mediterranea.

Albania, Malta, Sri Lanka, Croazia, Nigeria, Burkina Faso, Ghana, Liberia, Romania, Bulgaria, Italia e Senegal si incontrano in questo collettivo creativo per dar voce e forma ad un’orchestra multietnica in continua trasformazione nel segno di un vivace nomadismo in grado di preservare l’obiettivo-simbolo dell’intero progetto: portare l’attenzione ai migranti e combattere le forme di discriminazione o di abuso a cui spesso è assoggettato chi migra da un luogo all’altro della Terra. 

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