Arte e accoglienza: migranti e profughi visitano gratuitamente il museo archeologico di Napoli

Per la prima volta un museo italiano ha aperto le porte gratuitamente a immigrati e a profughi per la scoperta dell’arte antica. Il 20 dicembre, è stata una domenica particolare per sessanta stranieri che risiedono tra Napoli e provincia, provenienti dallo Sri Lanka alla Costa d’Avorio, dal Bangladesh all’Est Europa, in visita al Museo Archeologico Nazionale. Durante il percorso di conoscenza dell’arte antica, organizzato dall’Associazione “3 Febbraio” in collaborazione con l’istituzione museale, sono stati mostrati alla comunità multiculturale capolavori straordinari, tra questi: la statuetta della dea indiana Lakshmi, il mosaico di Alessandro e il Tempio di Iside. La visita è stata guidata da Assunta D’Urzo che ha ricostruito gli scambi interculturali nell’antichità, dal bacino del Mediterraneo all’India e all’Asia Minore. La mattinata è stata allietata dal contributo del tenore ivoriano Juliano Fadio del Conservatorio di Terni, invitato dall’associazione Hamef, che ha intonato “O’ Sole mio” tra le statue del museo. “L’arte antica, custodita dal Museo Archeologico, è la testimonianza dell’incontro ma anche dello scontro tra le culture e le genti –  spiega Gianluca Petruzzo dell’Associazione 3 Febbraio – uno spunto per riflettere insieme su possibili percorsi di civiltà e di una migliore convivenza. Oggi, di fronte a ciò che avviene nel mondo e allo spostamento di milioni di persone che cercano un futuro migliore lontano dalle proprie terre di origine, sentiamo il bisogno di una maggiore conoscenza e scambio reciproco, per valorizzare il meglio di ognuno di noi”

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