Amleto si fa globale. E arriva in Italia. Dodici attori per 197 Paesi

La scommessa è senza precedenti nella storia del teatro mondiale: portare la stessa produzione di Amleto in ogni angolo del globo. E a poco più di un mese dalla fine – i sedici torneranno alla base il 23 aprile, in coincidenza con il 400esimo anniversario della morte del più grande drammaturgo inglese – è praticamente riuscita. La lista dei Paesi stilata dalle Nazioni Unite ne conta 206: tra palcoscenici elisabettiani, spiagge, campi profughi e castelli, al suo rientro alla base la compagnia ne avrà toccati 197 percorrendo oltre 300 mila chilometri. Tra i pochi che mancano la Corea del Nord (le trattative erano a buon punto, ma poi sono deragliate alla richiesta di «un Amleto acrobatico») e una manciata di nazioni in cui era troppo pericoloso metter piede, tra cui Siria, Yemen, Repubblica Centrafricana e Libia.

Ma la compagnia ha recitato per i rifugiati siriani nel campo profughi di Zaatari in Giordania, per gli yemeniti nel campo di Markazi in Gibuti, per i rifugiati libici a Malta, per quelli della Repubblica Centrafricana a Mandjou, in Camerun. Ed è stata, agli inizi di febbraio, nella «Giungla» di Calai.

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