A un anno da Faro, l’Italia è ancora nella nebbia

Il 27 agosto 2005 a Faro, in Portogallo, il Consiglio d’Europa sigla una convenzione sul valore dell’eredità culturale per la società, entrata in vigore nel giugno 2011. Definendo all’art. 2 la community heritage come “insiemi di persone che attribuiscono valore a degli aspetti specifici dell’eredità culturale, che desiderano, nell’ambito di un’azione pubblica, sostenere e trasmettere alle generazioni future, la Convenzione integra, gli strumenti internazionali esistenti, senza sovrapporsi ad essi, bensì incoraggiando le popolazioni ad assumere un ruolo attivo nel riconoscimento dei valori culturali ereditati, per i quali gli Stati devono promuovere dinamiche di valorizzazione partecipative.

Vale la pena sostenere uno sforzo in tal senso, perché il patrimonio immateriale garantisce diversità culturale e creatività umana, fattori che concorrono a determinare senso di appartenenza alla propria terra nel cittadino e sostenibilità nello sviluppo economico. Cornelius Castoriadis insegna che la storia umana è creazione: attraverso ciò che le comunità sanno creare e produrre, esse istituiscono sé medesime quali istituenti di società e di civiltà. Il rispetto del patrimonio immateriale è, dunque, alla base di una relazione di reciproco riconoscimento e legittimazione tra cittadino e istituzioni. 

Articolo pubblicato l’11 Aprile 2014: http://www.doppiozero.com/materiali/chefare/un-anno-da-faro-litalia-e-ancora-nella-nebbia